Come Isolare una Donna dal Gruppo e Perché NON Puoi Farne a Meno

Immagina la scena. Sei in un locale, approcci una ragazza che si trova con le sue amiche, vi mettete a parlare tutti insieme e noti che lei è attratta da te.

Giustamente ora vuoi andare avanti e inizi ad avere una conversazione un po’ più personale con la ragazza in questione. Le sue amiche dopo poche parole si distaccano dal dialogo e stanno per conto loro, sempre lì vicino.

Come Isolare una Donna dal Gruppo e Perché NON Puoi Farne a Meno

Ora sorgono due piccoli problemi:
1) Questo non è il momento ideale per creare del contatto fisico
2) Questo non è il momento ideale per approfondire ulteriormente la conoscenza

La situazione non è ottimale per creare del contatto fisico perchè lei si potrebbe sentire in imbarazzo con le sue amiche lì vicino.
E anche se non lo fosse, molto difficilmente riusciresti poi a baciarla perchè sarebbe sicuramente in imbarazzo a lasciarsi baciare da uno sconosciuto di fronte alle sue amiche.
Se non è imbarazzata nemmeno da questo…è inutile che ti dica che hai il dovere morale di optare per una botta e via 🙂
Ma tornando a noi, la maggior parte delle donne fa resistenza in questi casi.

E non è nemmeno la circostanza migliore per approfondire ulteriormente il discorso, dal momento che queste cose in genere impiegano tempo e con le sue amiche lì vicino sarà difficile avere questo tempo.
Inoltre per stabilire una connessione è molto meglio stare in una zona un po’ più tranquilla, dove non ci sono (o almeno non ci dovrebbero essere) interferenze.

Quindi, cosa si fa?

L’unica possibilità è isolarla dalle amiche (in realtà per aumentare il contatto fisico potresti anche portare tutto il gruppo in pista e ballare con lei, ma poi rimane sempre il problema che poi dovrai isolarla, quindi tanto vale farlo subito).

Come Isolare una Donna dal Gruppo

Una possibilità è quella di dirle qualcosa del tipo “ehi, accompagnami al bancone a prendere qualcosa da bere” oppure “qui c’è un gran casino, andiamo in un posto più tranquillo dove si può parlare”.
O puoi semplicemente dirle “vieni con me” o ancora semplicemente prenderla per la mano e portarla con te.
Insomma, hai un’ampia scelta.

Un’altra possibilità è quella di rivolgerti alle amiche e dire loro “ragazze, vado un’attimo con X a prendere una boccata d’aria, torniamo subito” senza aver chiesto nulla alla ragazza e quindi dando per scontato che lei sia d’accordo.
Questo ha alcuni vantaggi:

  • le amiche credono che lei sia d’accordo con te e quindi raramente diranno di no (tutt’al più potrebbero aggiungersi);
  • lei sarà più predisposta a venire. Ti ricordi l’articolo sulla realtà più forte? Bene, in questo modo hai una realtà abbastanza forte;
  • se lei viene e le amiche vi lasciano andare da soli significa che sia lei che le amiche sarebbero d’accordo con degli eventuali “sviluppi futuri”. In questo caso…devi assolutamente spingere l’interazione!

Una volta isolata, vai avanti nella seduzione.
Mauro

Comments

  1. Michele says:

    Non mi sono mai trovato in questa situazione perche' non c'e' donna attratta da me, ma qualora dovesse capitarmi ammetto che pagherei una certa inesperienza nel mio agire.Alla fine come la metti la metti le cose si fanno sempre in due: se una donna e' attratta da te puoi mettere in campo svariate strategie, puoi sbagliare, puoi fallire, arrivare al successo, imparare e fare esperienza, ma senza attrazione anche un seduttore di un certo livello farebbe fatica ad arrivare all' obiettivo. Senza attrazione ti senti un po' come quello studente che finite le scuole ha voglia di spaccare il mondo ma non riesce a trovare lavoro. Trovi solo muri davanti e senza attrazione articoli come questo e la seduzione in generale servono a ben poco.Il mio problema e' tutto li :-(((

  2. Michele, in ogni commento esterni questo problema sull'attrazione, di come non puoi piacere e così via. Mi dispiace per questo, ma pensi che piangerti addosso ti sarà d'aiuto? Pensi che di punto in bianco qualcosa cambierà magicamente?Penso proprio di no…Perchè invece non la smetti e provi a metterti in gioco?Prova a metterti in discussione.Basta pochissimo! Veramente pochissimo.Ti faccio una proposta, però prima mi devi garantire che ti impegnerai.Se ti va di accettare, mandami un e-mail e ne parliamo tra di noi.

  3. Michele says:

    Ciao Mauro non era mia intenzione creare polemiche di alcun tipo e mi dispiace. Perche' invece non provi a pensare che invece di piangermi addosso mi applico costantemente ma senza risultati apprezzabili ? Si perche' ci sono uomini che nella vita si applicano, ci mettono tanto impegno eppure non riescono ad arrivare agli obiettivi. Ma come spesso accade oggi si tende sempre a generalizzare: "chi si piange addosso e' perche' non si applica". Sbagliatissimo !!!L' e-mail te la sto preparando, il tempo di finirla e te la invio. I tuoi articoli comunque mi sono veramente utili, credimi 🙂

  4. Michele, applicarsi è fondamentale, ma se leggi bene il commento ti ho scritto una cosa importantissima, soprattutto nel tuo caso: PROVA A METTERTI IN DISCUSSIONE.Significa che magari quella che è stata la tua visione di una parte della realtà non ti è utile ora. Magari ce n'è un'altra che ti può essere d'aiuto. Significa: apriti alle possibilità.Non è solo questione di applicarsi, ma anche di come.Non ti proccupare delle formalità, manda pure.

  5. Michele says:

    "Non è solo questione di applicarsi, ma anche di come"Questa frase gia' mi piace di piu' ehehh. Infatti io mi applico fermamente per migliorarmi ma non sono cosi convinto di farlo nel modo giusto, magari credo di avere determinate lacune e invece sono altre e cosi via.Sul mettermi in discussione, ho postato vari commenti in cui ho evidenziato diverse mie lacune, il difficile e' trovare una soluzione adeguata e una corretta applicazione per risolverle. Inoltre parlare (e anche sfogarmi) con te mi aiuta a capire molte piu' cose. Pensa se gli utenti non dessero vita ai dibattiti, sarebbe piu' difficile per loro sapere come intervenire.Ciao e grazie per tutto quello che fai 🙂

  6. ciao. questo articolo è molto interessante.mi ricorda una serata. Mi trovavo in un discopub con un amico. passano 3 ragazze, le ho salutate e sono fermate. subito mi sono presentato e le ho chiesto di dove sono. Di solito in quel momento il mio amico offre sempre da bere, ma le ragazze stavano per andare e ci hanno detto che ci vedevamo dopo. questo è un modo di dire gentile per sbarazzarsi di noi. Il mio amico a differenza mia è uno che persevera, e dopo 30 minuti, che ballavamo, si precipita dalle ragazze e parla con la piu'bella. La isola e si fa dare il numero di telefono. la invita per l'indomani sera, dicendogli che l'aspettiamo alle 11 in quel locale insieme alle sue amiche.Quella notte non ho potuto dormire. ero arrabbiato con me stesso. Perchè se era per me l'indomani non avrei più rivisto quelle ragazze.L'indomani ci incontriamo con il mio amico e siamo conviti che ci faranno il pacco. Ma alle 11 telefonano e ci dicono che ci stanno aspettando. il risto di come è andata a finire lo puoi immagina…..il punto dove volevo arrivare io è che il al posto del mio amico non ci sarei mai andato da quella ragazza che mi ha detto ci vediamo dopo. non l'avrei isolata e di conseguenza non le avrei chiesto il numero.in poche parole io mi sento un parassita.un'altra sera esco sempre col mio amico. mentre lui era in bagno conosce una ragazza. A fine serata l'accompagna a casa. l'indomani organizza una serata in 4. e questa porta un'amica per me. dallì in avanti tutto ok.Il punto è che io sto sempre a speranza dei miei amici. io non so organizzare, fissare appuntamenti, chiamare. Non ho problemi a baciare e a scopare ragazze.

  7. Infatti, Michele, sono completamente a favore dei dibattiti.Una cosa è leggere un articolo e un'altra è avere un confronto con una persona.Di niente 😉

  8. Ciao Dian, avere degli amici che ci sanno fare è qualcosa di utilissimo, da loro si può imparare tanto.Vuoi organizzare, fissare appuntamenti, ecc.?Prova. Se sbagli riprovi. E se sbagli ancora…riprovi ancora :DLo spirito d'iniziativa va coltivato, non nasce da un giorno all'altro, bisogna "allenarlo" quotidianamente.

  9. Francesco says:

    Oh, quest’articolo è davvero interessante, anche perché mi ricorda un episodio che vi racconterò: tratto da una storia vera!!! 😛
    Ero in un locale con alcuni amici e incontriamo un gruppo di ragazze (si muovono sempre in branco, mannaggia a loro). Ho iniziato a parlare con quella che mi piaceva di più, tutto ok.
    Poi ho provato ad isolarla con una frase molto simile alla tua: mi sono rivolto alle ragazze e ho detto che sarei uscito con lei a prendere un po’ d’aria, che non ci aspettassero alzate.
    Ho dato per scontato la sua complicità, insomma, ho imposto la mia realtà. Se non fosse che lei mi ha guardato con uno sguardo tra il diffidente e il divertito e mi ha detto: no.
    Beh, non ci ero mica preparato. Me la sono cavata con un po’ di ironia, facendo ridere il gruppo (“Ma come no! Guarda che bella serata! E tu mi vuoi mandare in bianco? Beh, un atteggiamento molto maturo!”), ma per il rotto della cuffia. Tu come te la saresti giocata?

    • Grazie Francesco.

      Avrei cambiato argomento e poi avrei provato ad isolarla in un altro modo, magari più sottile (se si oppone ad un grosso spostamento logistico, può essere che non sia ancora pronta a fare un passo del genere, ma potrebbe accettare un piccolo spostamento).
      Per esempio avrei potuto farle fare un paio di passi dicendole “voglio vederti con una luce migliore”.